Tornare quando tutti se ne vanno
Fine anni Novanta. Luca Ferraris torna a Castagnole Monferrato su colline che erano state abbandonate. Dagli anni Sessanta erano andati tutti via, verso Torino, verso la Fiat. Anche papà Luigi se ne era andato. Erano le colline della malora: terreni difficili, rese povere e incerte, vita dura.
Luca fa il percorso inverso, proprio quando l'esodo continua. "A miei coetanei non potevo neanche dire che facevo l'agricoltore", racconta. In quegli anni, tornare alla terra significava fallimento sociale. Ma Luca vede qualcosa che altri non vedono: valore nascosto dove tutti vedono solo fatica.
La svolta
Nel 2001, nasce la prima vendemmia col nome Luca Ferraris. Sono gli anni della resistenza: colline esigenti, mercato inesistente per il Ruchè, nessun capitale. Solo una convinzione ostinata che qui ci sia qualcosa di unico da raccontare.
2002, Vinitaly. Luca incontra Randall Grahm, storico produttore californiano e leggendario conoscitore dei vitigni autoctoni europei, celebrato da Wine Specator in un copertina come "il cavaliere del Rodano". Si scambiano numeri.
Pochi mesi dopo, arriva un fax in cantina: ordine di 12.000 bottiglie di Ruchè, il totale della produzione di allora. L’ordine finisce però nel cestino perché scritto in inglese. Qualcuno lo trova. Luca corre da una signora di Castagnole che sa l'inglese, si fa tradurre e insieme telefonano in California. Grahm conferma: vuole quel vino.
È il momento della svolta. Poco dopo, Grahm viene a Castagnole Monferrato, e sprona Luca a insistere nel suo percorso.
“Questa è la nostra storia. Siamo le colline che un tempo tutti abbandonavano. Siamo la scelta di tornare, e di restare. Siamo il privilegio di custodire le colline del Ruchè ogni giorno e di raccontarle attraverso i vini e gli incontri con tutti quelli che ci vengono a trovare a Casa Ferraris”.
La famiglia e la vigna
Nel 2007, arriva Chiara. Lavora nel turismo del vino, porta un gruppo di australiani in cantina per una degustazione. Quegli australiani torneranno a Castagnole ogni anno. Chiara resta, diventa partner nella vita e nell'azienda di Luca. Insieme hanno due figli, Ilaria e Damiano.
Nel 2016 Luca corona un sogno: acquisisce la Vigna del Parroco, il vigneto che nel 1964 Don Giacomo Cauda aveva piantato a Ruchè salvandolo dall'abbandono. Non è solo un'acquisizione: è ereditare la responsabilità di chi ha visto per primo il valore di queste colline.
Oggi
A quasi trenta vendemmie di distanza, Ferraris Agricola produce 300.000 bottiglie l'anno. Cinquanta ettari di terreno, trentaquattro vitati. I vini raggiungono trentacinque paesi nel mondo.
La missione è chiara: raccontare questo territorio, rendere accessibile l'esperienza del Ruchè. Buona parte del consumo avviene in Monferrato e Piemonte, ma l'ambizione è di portare questo vino anche oltre - in Italia e nel mondo. Facendo tanto, mantenendo ferma la qualità.
Nel centro di Castagnole, di fronte all'oratorio che fu di Don Cauda, c'è la casa dove ancora vivono i genitori di Luca, Luigi ed Edda. E proprio lì a fianco sorge Casa Ferraris, il luogo delle degustazioni e delle visite, con l’ampio cortile e la cantina storica. Il posto che racconta la storia di un vino e di queste colline.