Giovedì, 11 Agosto 2022 17:09

Annata 2022: il punto di vista di un viticultore

Il 2022 è un anno che sta facendo parlare tanto di sé: in vigna, tra chi si prende cura delle vite tra siccità e tempeste, in cantina, da chi dovrà dare forma al vino.

Da gennaio ad agosto: mesi caratterizzati dalla scarsità, che in molti casi è sinonimo di assenza, sia di neve, sia di piogge. Gli stessi che, a tratti, hanno visto incupirsi il cielo e sfogarsi con piogge improvvise e, purtroppo, in alcuni casi, anche grandine.

Ma non è dalle premesse che si può stilare il bilancio di quello che sarà il vino. Noi di Ferraris Agricola abbiamo quindi scelto di fare il punto, e, a pochi giorni dall’inizio della vendemmia, stilare le prime previsioni.

Si narra che questo 2022 ricordi il 2003, anno caratterizzato da un caldo estremo, ma anche da forti grandinate che avevano compromesso, in alcune aree del Piemonte, molti raccolti. Un’annata che però aveva sorpreso per l’evoluzione del vino, che ha regalato degustazioni ancora oggi memorabili. Ne è una conferma Clàsic 2003, un Ruchè pronto a stupire.

Ma il vitigno, scoperto da Don Giacomo Cauda e valorizzato da Luca Ferraris, pare giocare una partita differente. La grande siccità non preclude la qualità dell’uva Ruchè che, offre sfumature uniche. Inoltre, in questi mesi, il tempo ha giovato a favore della sostenibilità. In vigna, infatti, sono stati ridotti a zero i trattamenti chimici.

Ora è una questione di giorni, la vendemmia è alle porte.

Vi aspettiamo online sui nostri canali social per restare aggiornati sulle prime raccolte.

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